Un team di esploratori ha recentemente completato la prima discesa documentata del Rio Cuiuni, un affluente precedentemente non mappato nella foresta amazzonica del Brasile, scoprendo una popolazione sorprendentemente robusta di delfini del Rio delle Amazzoni in via di estinzione (conosciuti localmente come Botós ). La spedizione, guidata dallo scienziato marino Charlie Young e dall’esploratore francese Alexis Girard D’Hennecourt, conferma che i corsi d’acqua remoti e indisturbati rimangono roccaforti fondamentali per questa specie vulnerabile.

La ricerca di una connessione perduta

Per quasi un decennio, D’Hennecourt fu guidato dai resoconti dell’esploratore del XIX secolo Jules Crevaux di un corso d’acqua nascosto che collegava il Rio Japura e il Rio Negro. Si diceva che questi fiumi, che correvano paralleli attraverso il nord del Brasile, si collegassero a livelli d’acqua alti. Nel 2024, la squadra è partita dalla città di Maraã per verificare le affermazioni di Crevaux, con l’obiettivo di navigare nell’illusorio Rio Cuiuni e documentarne il corso.

Il viaggio è stato tutt’altro che semplice. Il bacino amazzonico stava attraversando la peggiore siccità mai registrata nella storia, lasciando i corsi d’acqua critici poco profondi e costringendo la squadra ad abbandonare il piano iniziale di attraversare il fiume in barca. Invece, hanno intrapreso un viaggio di 37 miglia attraverso la fitta giungla, facendo affidamento su sentieri di caccia sbiaditi e sul tracciamento satellitare per raggiungere il fiume.

Un viaggio estenuante e una ricompensa inaspettata

La spedizione è stata fisicamente faticosa, con la squadra che ha dovuto affrontare sfide che andavano dalle tracce dei giaguari alle implacabili punture di insetti. Alla fine costruirono una piroga, battezzata Ainora, utilizzando tecniche e materiali locali, riparando anche le perdite con jeans strappati e resina di alberi.

Mentre si addentravano più profondamente nel territorio inesplorato, gli esploratori notarono una sorprendente abbondanza di fauna selvatica, tra cui scimmie urlatrici e caimani. Ma sono stati i frequenti avvistamenti di delfini di fiume rosa a risaltare davvero.

Una specie a rischio, ritrovata prospera

I delfini del Rio delle Amazzoni, i più grandi della loro specie, sono classificati come in pericolo a causa della pesca eccessiva, della deforestazione e dei cambiamenti climatici. Studi recenti indicano un drammatico calo del loro numero: una perdita di popolazione del 52% negli ultimi 30 anni, inclusi 330 delfini persi in sole tre settimane durante la siccità del 2023.

Il Rio Cuiuni, tuttavia, sembra essere una rara eccezione. Il team ha osservato quasi 100 delfini in soli dieci giorni, confermando che questi remoti corsi d’acqua fungono da rifugi vitali per la specie. Come ha osservato Young, “Fiumi come questi sono un’oasi per questi animali… Sono le loro roccaforti”.

Implicazioni per la conservazione

Il successo della spedizione fornisce dati critici per gli sforzi di conservazione. La sana popolazione di delfini del Rio Cuiuni sottolinea l’importanza di proteggere indisturbati i sistemi fluviali dell’Amazzonia. Con oltre 37.000 miglia di fiumi protetti già designati, preservare questi corsi d’acqua remoti è fondamentale per garantire la sopravvivenza della specie.

Da allora la canoa Ainora è stata donata a una famiglia locale e il team intende continuare l’esplorazione, con Young che punta alla ricerca nell’Artico. La scoperta sul Rio Cuiuni serve a ricordare che, anche di fronte al diffuso degrado ambientale, è ancora possibile trovare e proteggere sacche di fiorente biodiversità.