Un dirigente della sostenibilità di Suntory Drinks si sarebbe aspettato uno scontro, non una finta accusa di aver inscenato rifiuti per un servizio fotografico. Ma questo è esattamente quello che è successo quando un ciclista, nel bel mezzo di una sfida autoimposta per raccogliere la spazzatura in tutto il Regno Unito, ha indicato una bottiglia di Lucozade scartata in un prato del Cambridgeshire. L’ironia non è andata perduta: Lucozade è costantemente classificato come uno dei marchi più disseminati nel Regno Unito.
Questo non è stato solo un atto casuale di consapevolezza ambientale. È stato il culmine di una spedizione ciclistica di 22 giorni e 1.680 km soprannominata “Lu-crusade”, un tentativo di raccogliere fondi per Trash Free Trails (TFT) ed evidenziare il problema pervasivo dell’inquinamento da plastica monouso. La Guinness rifiutò di riconoscerlo come record mondiale (“troppo di nicchia”), ma il viaggio in sé non aveva precedenti.
La portata del problema
Il Regno Unito produce circa 700.000 rifiuti di bottiglie di plastica ogni giorno. La sfida non riguardava semplicemente la pulizia; si trattava di mettere in luce l’enorme volume dei rifiuti e la disconnessione tra il consumo e il suo impatto ambientale. Il percorso ha tracciato il contorno approssimativo di una bottiglia di Lucozade attraverso il paese, partendo da Margate, nel Kent, e attraversando l’Inghilterra e la Scozia prima di tornare nel Kent.
Risposta del settore e sistema di restituzione dei depositi
Il ciclista ha affrontato il problema con Fraser McIntosh, responsabile della sostenibilità di Suntory. McIntosh ha ammesso che l’azienda perde denaro a causa dei prodotti abbandonati e ha riconosciuto la necessità di un cambiamento sistemico. La soluzione, ha affermato, sta nel prossimo Deposit Return Scheme (DRS), il cui lancio è previsto per il 2027. Questo sistema aggiungerà un deposito rimborsabile (circa 20 centesimi) alle bottiglie e alle lattine di plastica, incentivando i resi. Schemi simili all’estero, come quello irlandese, si sono dimostrati efficaci, con miliardi di container raccolti entro il primo anno.
Il ritardo nell’implementazione del DRS nel Regno Unito, tuttavia, non è casuale. Secondo Sarah Horner, una policy designer coinvolta nel progetto, le pressioni di gruppi industriali, rivenditori e governo hanno bloccato i progressi a causa di preoccupazioni sui costi e interessi concorrenti.
Guasti meccanici e gentilezza umana
Il viaggio non è stato privo di difficoltà. Il ciclista ha dovuto affrontare oltre 20 forature, una pinza del freno rotta e un rimorchio che si è rotto ripetutamente. Tuttavia, il percorso è stato segnato anche da una gentilezza inaspettata: sconosciuti che hanno offerto stanze, docce e persino riparazioni meccaniche. Un negozio di biciclette vicino a Bristol ha recuperato la spedizione riutilizzando ruote per trike da bambino, rifiutando il pagamento.
La psicologia dei rifiuti
L’attenzione incessante alla raccolta dei rifiuti ha portato a una strana iper-consapevolezza. Il ciclista ha iniziato ad antropomorfizzare le bottiglie, immaginando il loro sollievo nel venire allontanate dall’ambiente. Ma al di là dell’esperienza personale, gli esperti sottolineano fattori psicologici più profondi. Rachel Coleman, di TFT, suggerisce che l’abbandono dei rifiuti deriva da un “profondo senso di disconnessione”: dalla natura, dalla comunità e da sé stessi. L’atto stesso è spesso sconsiderato e riflette una frattura più ampia tra gli individui e le conseguenze del loro consumo.
Soluzioni dal basso e il potere della comunità
Il viaggio si è intersecato con iniziative locali come Bloomin Wombles nel Lincolnshire, un gruppo fondato da un uomo che ha trasformato la raccolta dei rifiuti in un meccanismo di coping dopo il suicidio di suo figlio. I Wombles dimostrano come il coinvolgimento della comunità possa trasformare l’azione ambientale in una fonte di benessere.
Altri movimenti, come il plogging (fare jogging raccogliendo i rifiuti) in Svezia e l’app Litterati, gamificano gli sforzi di pulizia, trasformandoli in sfide basate sui dati. Questi approcci suggeriscono che rendere l’azione ambientale accessibile e gratificante può amplificarne l’impatto.
Il quadro più ampio
Il viaggio del ciclista è culminato in una consapevolezza: affrontare i rifiuti non significa solo ripulirli; si tratta di riconnettersi con l’ambiente e rivendicare il libero arbitrio in un mondo sopraffatto dalle crisi ecologiche. È un’esperienza di “divertimento di tipo 3”: difficile, gratificante e, in definitiva, reciproca. La crociata Lu potrebbe essere stata un grattacapo per Suntory, ma ha anche innescato un dibattito sulle soluzioni sistemiche, sulla responsabilità individuale e sul potere duraturo della connessione umana di fronte al degrado ambientale.
