La compagnia aerea low cost spagnola Volotea ha introdotto un modello di prezzo non convenzionale che sposta la volatilità dei mercati energetici direttamente sul consumatore. In base a una politica denominata “Fair Travel Promise”, la compagnia aerea si riserva il diritto di adeguare i prezzi dei biglietti fino a sette giorni prima della partenza in base alla fluttuazione dei costi del petrolio.
Come funziona la politica
A differenza delle compagnie aeree tradizionali che inseriscono le stime del carburante in un prezzo fisso del biglietto, Volotea separa la tariffa base dal costo del carburante. Secondo i termini della compagnia aerea:
- Adeguamento dei prezzi: Sette giorni prima del volo, Volotea esamina i prezzi attuali del carburante sul mercato.
- Il limite: Se i costi del carburante sono aumentati, ai passeggeri potrebbe essere addebitato un costo aggiuntivo fino a 9€ per volo.
- Rimborsi potenziali: Con una mossa rara per il settore, la compagnia aerea afferma che se i prezzi del carburante diminuiscono, rimborserà la differenza al passeggero.
- Flessibilità: Per compensare questa incertezza, Volotea offre modifiche o cancellazioni gratuite del volo (con rimborsi emessi come credito Volotea) fino a quattro ore prima della partenza.
Perché è importante: spostare il rischio
Per capire perché Volotea sta compiendo questo passo, è necessario guardare all’attuale panorama economico dell’industria aeronautica. In genere, le compagnie aeree si trovano ad affrontare un’enorme scommessa finanziaria: devono fissare i prezzi dei biglietti con mesi di anticipo, ma il costo del carburante per aerei può oscillare notevolmente a causa dell’instabilità geopolitica o dei cambiamenti nell’offerta globale.
Nel modello standard delle compagnie aeree, se i prezzi del petrolio aumentano, la compagnia aerea assorbe la perdita, spesso vendendo posti in deficit per rimanere competitiva. Volotea sta tentando di aggirare questo rischio trattando il carburante come un costo variabile piuttosto che come un costo fisso.
Disaccoppiando il prezzo del biglietto dal costo del carburante, Volotea chiede essenzialmente ai passeggeri di partecipare alla volatilità del mercato energetico.
Questioni di trasparenza e attuazione
Anche se la compagnia aerea definisce questo concetto come “trasparenza totale”, la politica solleva diverse domande pratiche e logiche per i viaggiatori:
- Il problema di base: Se la compagnia aerea può addebitare fino a €9 in base ai cambiamenti del mercato, qual è il prezzo del petrolio “standard” utilizzato per calcolare la tariffa iniziale? Senza uno scenario di riferimento reso pubblico, è difficile per i consumatori giudicare se un aggiustamento sia giusto.
- La realtà dei rimborsi: Sebbene la politica prometta rimborsi quando i prezzi del petrolio scendono, non è chiaro con quanta proattività la compagnia aerea comunichi questi crediti o con quanta facilità vengano elaborati.
- Attriti tra i consumatori: la maggior parte dei viaggiatori preferisce la certezza dei prezzi. Una politica che consente di visualizzare un addebito sull’estratto conto di una carta di credito una settimana prima di un viaggio introduce uno strato di imprevedibilità finanziaria che la maggior parte dei viaggiatori con un budget limitato potrebbe trovare scoraggiante.
Conclusione
L’approccio di Volotea è un allontanamento radicale dalle norme del settore, tentando di stabilizzare i propri margini trasferendo il rischio del prezzo del carburante ai propri clienti. Sebbene offra un modello teorico di “equità” attraverso potenziali rimborsi, sfida la tradizionale aspettativa di certezza dei prezzi nei viaggi aerei.
























